Terracina

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Terracina

Terracina in breve

Terracina situata all'estremità sud - est della Pianura Pontina e ai piedi dei Monti Ausoni è composta di un nucleo medievale sul pendio del colle e di una parte moderna distesa in piano sino al mare.
Sulle origini della città si intrecciano molte leggende. La più diffusa è quella che ne attribuisce la fondazione ad un gruppo di esuli Spartani, che fuggiti dalla loro patria, approdarono sulle coste del Tirreno, dove fondarono un villaggio. Questi esuli mantennero le loro usanze e i costumi originari, come l'uso di far cenare gli ospiti non su una tavola imbandita ma sulla terra nuda, da ciò il nome della città Terra - cena, trasformatosi nel tempo in Terracina. Le notizie storiche più sicure la vogliono volsca, e dai Volsci che furono nel Lazio dal VI al IV secolo ricevette il nome di Anxur, in nome del loro Dio protettore. continua

Mappa di Terracina

Tempio di Giove Anxur -Terracina

Il monumento più importante e in un certo senso emblematico di Terracina è il Tempio di Giove Anxur, eretto nel IV secolo a. C. quando vi si venerava un'antica divinità volsca identificata poi dai Romani con Giove fanciullo (Anxurus). Sorge sulla cima del monte S. Angelo che, dai suoi 227 m., domina la città. Del Tempio resta la sola costruzione di 12 arcate, che su un fronte di 60 m. sosteneva la sacra costruzione, ora scomparsa. Sul lato occidentale è visibile il cosiddetto Piccolo Tempio, ritenuto dimora dei sacerdoti del santuario. Da qui si apre un panorama eccezionale: sulla piana pontina e il Circeo, le isole pontine e la piana di Fondi, e nei giorni più limpidi arriva a far scorgere Ischia e il Vesuvio.

Foro Emiliano -Terracina

Il centro di Terracina; antica è proprio in questa piazza, dove si affacciano gli edifici più importanti a cominciare dal Duomo, Palazzo Venditti, il Palazzo del Vescovato e la Torre Frumentaria o dei Rosa (oggi sede del Museo Civico). La sua realizzazione risale alla metà del I secolo a. C. La pavimentazione, in grosse lastre di calcare locale, è quella originaria e risale a circa 2000 anni fa. Sulle lastre della pavimentazione sono ancora visibili diversi iscrizioni: la più interessante, estesa per tutta la larghezza della piazza da nord a sud non è altro che la "firma"del mecenate che volle l'opera, probabilmente un facoltoso magistrato. Non è completa, ma vi si legge chiaramente la frase: A(ulus)Aemilius A(uli)f(ilius)stravi(t), cioè Aulo Emilio figlio di Aulo pavimentò.